Si è tenuto lunedì 7 Giugno un nuovo incontro tra i LAVORATORI della Metalli Preziosi e i rappresentati delle Istituzioni.
Il tema del giorno è stato il terreno su cui è insediata la fabbrica.
Presenti nel Municipio di Paderno Dugnano oltre ad una rappresentanza dei lavoratori il Sindaco di Paderno Dugnano, rappresentanti della provincia, e rappresentanti sindacali.
Perché continuare a parlare del terreno?
Perchè continua ad essere il nodo cruciale della vicenda, difatti l'imprenditore che fino ad ora ha dimostrato (e sembra continui a dimostrare) interessa nella ripresa al lavoro non è interessato all'acquisto del terreno.
Nella riunione è stato confermato l'interesse di 2 imprenditori per l'acquisto del terreno, uno dei quali ha già presentato una proposta di acquisto per una cifra molto vicina a quella richiesta dalla curatera e l'altro dovrebbe averla presentata venerdì 11 giugno.
La valutazione iniziale del terreno è stata di 13 milioni di euro, voci non ancora confermate riportano che il costo del terreno nel frattempo sia lievitato a 18 milioni di euro.
Quello che ci piacerebbe capire ora è, quale è il margine di contrattazione tra la curatera e gli imprenditori interessati all'acquistodel terreno? Quanto possono influire le "istituzioni" in tutto questo?
E' vero che questa operazione è da considerarsi come una "trattativa" tra privati e di conseguenza non "influenzabile" dall'esterno MA non bisogna dimenticarsiquello che c'e dietro a questo mera valutazione economica.
Tutt'intorno a questo accordo tra 2 parti, ci sono 100 famiglie che soffrono e lottano da oltre 600 giorni. Visto che si parla di matematica e di conti, quanto può considerarsi importante anche una cifra di 1.000.000 (leggi un milione) di euro in confronto a quanto c'e in ballo?
Questa volta i conti i calcoli li vogliamo fare noi.
Ipotizziamo che il problema sia effettivamente un milione di Euro. I nuclei familiari dei dipendenti della metalli sono circa 100, vale a dire un problema di 1000 euro circa cadauno. Se dividiamo questa cifra per il numero di giorni di presidio (circa 600) viene fuori 1,66 pidocchiosi euro per ogni giorno di presidio.
E' vero questi conti non hanno nessun senso. Ma cosa dobbiamo pensare, che se ogni giorno di presidio ogni famiglia di dipendenti si fosse autotassata avesse rinunciato a 2 caffè, oggi avrebbero potuto ricomprarsi un pezzo del terreno e forse tornare al lavoro?
O forse che le vite di queste famiglie, il loro futuro e il loro passato non valgono nemmeno 1 euro e 66 centesimi al giorno?
Come devono ridursi queste PERSONE a richiedere aiuto agli italiani, chiedendogli di mandare un sms per versare 1 o 2 euro?
Vista così la situazione non è così drammatica o di contro se la si guarda così, appare ancora più drammatica.
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giovedì 17 giugno 2010
martedì 9 febbraio 2010
= TERRENO =
Avevamo precedentemente pubblicato informazioni sbagliate sul discorso terreno.
Innanzitutto ci scusiamo con i rappresentanti di Banca Intesa, ci sono arrivate informazioni sbagliate, una volta verificate, ci siamo resi conto che non ci sono responsabilità dell'azienda nella nostra situazione, rimaniamo a disposizione per eventuali chiarimenti e diamo disponibilità di questo spazio per eventuali comunicati.
Purtroppo questo malinteso è frutto di un problema con cui ci dobbiamo scontrare giorno dopo giorno da quando è nata la nostra lotta, la mancanza di informazioni certe e provenienti direttamente dalla fonte. Difficilmente ci arrivano comunicati ufficiali a seguito di riunioni\incontri che riguardano la nostra situazione e ci vediamo costretti a raccimolarle tramite telefonate e fonti non dirette ed ufficiali.
Preferiamo non raccontare la storia del terreno inquanto ancora non siamo sicuri delle informazioni ricevute e non vogliamo nuovamente divulgare informazioni errate.
Rimangono solo alcuni fatti certi. L'imprenditore russo non ha interesse ad acquisire il terreno e chiede un contratto di affitto di 12 anni, la curatela agisce tecnicamente ed ha il dovere di tutelare i creditori dal lato economico, e quindi vuole vendere il terreno.
Il ruolo di Banca Intesa invece è quello di intestatario dell'ipoteca del terreno.
Perchè si sblocchi la nostra situazione, serve un acquirente per il terreno che abbia poi interesse a metterlo in affitto alla nuova società che avrà acquisito la metalli. E' un pò un gatto che si morde la coda. L'imprenditore non comprerà la Metalli fino a quando non avrà la certezza di poter ottenere un contratto di affitto sul terreno e immaginiamo che un ipotetico interessato all'acquisto del terreno non lo comprerà fino a quando non avrà la certezza che l'imprenditore acquisterà la Metalli Preziosi.
Nel frattempo è stata data una nuova proroga (fino a fine mese) per la cauzione versata dall'imprenditore russo.
In attesa di notizie certe preferiamo fermarci qui.
La responsabilità per le notizie errate precedentemente pubblicate sono da imputare esclusivamente alla persona che gestisce il blog.
Innanzitutto ci scusiamo con i rappresentanti di Banca Intesa, ci sono arrivate informazioni sbagliate, una volta verificate, ci siamo resi conto che non ci sono responsabilità dell'azienda nella nostra situazione, rimaniamo a disposizione per eventuali chiarimenti e diamo disponibilità di questo spazio per eventuali comunicati.
Purtroppo questo malinteso è frutto di un problema con cui ci dobbiamo scontrare giorno dopo giorno da quando è nata la nostra lotta, la mancanza di informazioni certe e provenienti direttamente dalla fonte. Difficilmente ci arrivano comunicati ufficiali a seguito di riunioni\incontri che riguardano la nostra situazione e ci vediamo costretti a raccimolarle tramite telefonate e fonti non dirette ed ufficiali.
Preferiamo non raccontare la storia del terreno inquanto ancora non siamo sicuri delle informazioni ricevute e non vogliamo nuovamente divulgare informazioni errate.
Rimangono solo alcuni fatti certi. L'imprenditore russo non ha interesse ad acquisire il terreno e chiede un contratto di affitto di 12 anni, la curatela agisce tecnicamente ed ha il dovere di tutelare i creditori dal lato economico, e quindi vuole vendere il terreno.
Il ruolo di Banca Intesa invece è quello di intestatario dell'ipoteca del terreno.
Perchè si sblocchi la nostra situazione, serve un acquirente per il terreno che abbia poi interesse a metterlo in affitto alla nuova società che avrà acquisito la metalli. E' un pò un gatto che si morde la coda. L'imprenditore non comprerà la Metalli fino a quando non avrà la certezza di poter ottenere un contratto di affitto sul terreno e immaginiamo che un ipotetico interessato all'acquisto del terreno non lo comprerà fino a quando non avrà la certezza che l'imprenditore acquisterà la Metalli Preziosi.
Nel frattempo è stata data una nuova proroga (fino a fine mese) per la cauzione versata dall'imprenditore russo.
In attesa di notizie certe preferiamo fermarci qui.
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